Se siamo tutti disonesti


Siamo tutti disonesti. E le eccezioni, che pur son tante, semmai confermano la ‘regola’.
L’italiano ha la fama di disonesto, furbetto, scaltro, arrabattone…Così agisce nella vita di tutti i giorni. Così agisce in ambito lavorativo. Così agisce, in generale. Evade le tasse (chi non può lo farebbe volentieri), si fa dichiarare cieco pur vedendoci bene, certifica il falso…di esempi le cronache quotidiane ne danno molti.
Anche al momento del voto, sempre generalizzando (ma la generalizzazione è assai reale), esprime preferenza per il candidato che più gli è ‘vicino’, che più può essergli utile. E a cosa lo sappiamo tutti: trovare lavoro, sistemare figlio/figlia/moglie/etc…, ‘semplificare’ una pratichetta al demanio, passare un concorso, avere un proprio tornaconto economico d’impresa. Tanto per fare l’esempio più recente, rispetto allo scandalo nel Lazio, oggi un articolo del Messaggero di Frosinone, a firma di Paolo Carnevale, parla di una lista lunga 395 nomi di persone che avevano chiesto raccomandazioni a Fiorito, l’uomo dalle 27mila preferenze!…E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Allora, se siamo noi i primi a chiedere favori e raccomandazioni, siamo noi per primi ad essere disonesti, a voler essere avvantaggiati, a voler sopraffare gli altri. E spesso andiamo proprio alla ricerca del politico che abbia ‘la bontà d’animo’ di accontentarci.
Come possiamo allora stupirci dei farabutti della politica? Come possiamo pensare di cambiare la politica senza cambiare il nostro atteggiamento verso la politica?
Ripartiamo da qui, ripartiamo da noi per migliorare il Paese. Anche perché ciò che avviene in piccolo, diciamo su scala locale, avviene pure in grande. I politici o gli aspiranti tali vengono ‘presi in carico’ dalle grandi lobby, quelle che finanziano le campagne elettorali, quelle che portano centinaia di voti (voti che diamo noi). Alcuni uomini di partito si lasciano addirittura ‘sponsorizzare’ dalla criminalità organizzata, così come pare sia successo nella regione guidata da Formigoni (che nonostante tutto non si dimette!!!).
A fronte di questo malaffare diffuso, la prima mossa utile e necessaria è recuperare la nostra dignità di elettori e cittadini. Dobbiamo pretendere di votare persone pulite, senza pendenze giudiziarie; di vedere volti nuovi, non perché ‘rottamatori’, ma perché portatori di comportamenti, valori e idee che condividiamo; dobbiamo pretendere che siano rispettati i regolamenti interni dei partiti senza deroghe ‘salvagenti’ per persone che stanno in parlamento da decenni. Dobbiamo pretendere che la politica non diventi ‘vitaliazio’ ma una parentesi ben definita nelle vita di chi vorrà spendersi in prima persona per l’Italia; che non ci siano più personaggi putridi, insignificanti, ignoranti (in tutti i sensi) inseriti nelle liste o nei listini.
Pretendiamolo noi per primi. Rinunciando alle ideologie di partito, alle conoscenze buone che sempre possono servire; rinunciando a nascondere le nostre responsabilità dietro un comodissimo ‘così fan tutti’.

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