Monti dell’Ortaccio: la politica dice no, ma le alternative solo dai cittadini


Dopo l’Ilva suona la sveglia anche per la Valle Galeria, finalmente sotto la lente d’ingrandimento dell’Europa. Adesso, accanto ai cittadini, scendono in campo istituzioni e politici. Sì, gli stessi che l’emergenza rifiuti l’hanno creata, anno dopo anno, ‘bucando’ a Roma la raccolta differenziata. Provincia di Roma a parte, che ad onor del vero ha messo in campo politiche intelligenti, Roma città è rimasta al palo e ora rischia di essere sommersa dai rifiuti, forse peggio di Napoli.
E mentre i cittadini da anni protestano e avanzano proposte alternative (vedi l’intervista in fondo all’articolo), anche i partiti alzano la voce. Non ci stanno. Ma di fatto si limitano a dire ‘no’ alla scelta di Monti dell’Ortaccio quale unico sito idoneo ad ospitare la discarica provvisoria (?).
Ma basta abbracciare la causa dei comitati cittadini della Valle Galeria? Basta addossare le colpe dell’emergenza rifiuti a Sottile o al Governo tecnico in carica da poco più di un anno? O forse dobbiamo chiederci in che modo sia stata gestita la filiera dei rifiuti di Roma in tutti questi anni?
L’emergenza non nasce dal nulla, ma dall’incapacità degli amministratori che non si sono affatto posti il problema. Me li immagino in una delle loro conversazioni: Malagrotta ingurgita tutto e fino a che la buca tiene botta chissene frega di spendere risorse sulla differenziata.
Ma lo spendere risorse sulla differenziata significa INVESTIRE sul futuro e RISPARMIO a lungo termine.
E ora che la buca non tiene più? Si sceglie Monti dell’Ortaccio e si conferma Cerroni.
Tanto che importa? Nella Valle Galeria Malagrotta c’è da 40 anni; c’è già la raffineria, la discarica dei rifiuti ospedalieri e gli scarichi dell’aeroporto Leonardo da Vinci. In quell’area già si muore di tumore. Tanto vale farla lì la discarica, senza deturpare altre zone; senza scontentare altri cittadini, specialmente in prossimità delle elezioni.
Il timore è che con la campagna elettorale alle porte nessun partito, nessuna amministrazione abbia realmente il coraggio di mettersi in gioco, di affrontare seriamente il problema e proporre soluzioni alternative. Si lascerà scoppiare l’emergenza per poi prendere i soliti provedimenti ‘straordinari’, dove la fine del sorcio la fa sempre il cittadino.
Nel non scegliere adesso, in realtà la politica ha già scelto.

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