Sanità malata


Si taglia. Ma sempre e solo sulla pelle dei più deboli. Malati e lavoratori. Ieri ancora proteste sotto la Regione Lazio. É toccato ai lavoratori del Gruppo Tosinvest bloccare la via Cristoforo Colombo per essere ascoltati.
Il Gruppo conta, solo nel Lazio, 13 cliniche tra cui la San Raffaele Cassino, casa di cura privata accreditata, e Villa Buon Respiro, centro di riabilitazione accreditato con sede a Viterbo. Cliniche che, a fronte della mancata erogazione dei fondi regionali, hanno i giorni contati e rischiano di chiudere già dalla prossima settimana, con conseguente perdida di centinaia di posti di lavoro e la mancata erogazione di servizi socio-sanitari sul territorio.
Il video pubblicato sotto dà conto della protesta dei lavoratori e dei familiari delle persone ricoverate presso queste strutture. Ma purtoppo non inquadra la complessità e la gravità della situazione sanitaria del Lazio. Una sanità depredata, ridotta ai minimi termini; che non riesce più a garantire il diritto alla salute. E non solo all’interno delle strutture private accreditate, ma neanche in quelle pubbliche. Cosa ancor più grave.
Ogni giorno vediamo medici, infermieri, operatori sanitari in protesta. In lotta per difendere il proprio posto di lavoro certo, ma anche per difendere la dignità dei pazienti e il loro diritto ad essere curati ed assistiti in modo adeguato, quando invece mancano le barelle, le garze, le siringhe…
Allora è da chiedersi dove stiamo andando: verso la riduzione degli ‘sprechi’, verso una sanità ‘razionalizzata’ come vogliono farci credere o verso la privatizzazione definitiva di un diritto fondamentale? Quando ci dicono che i costi socio-sanitari sono insostenibili per lo Stato cosa ci vogliono rappresentare? Che sarebbe meglio cominciare a pensare ad una buona assicurazione sanitaria?
Il servizio sanitario pubblico e il welfare in generale non rappresentano uno spreco. Piuttosto una forma di civiltà, che rafforza la democrazia e che, almeno sui diritti fondamentali, non fa distinzione tra cittidini dei serie A e cittadini di serie B.

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