Raddoppio aeroporto? ‘NO’ grazie


C’erano proprio tutti. O quasi.
Certo, si può sempre essere di più, ma forse questa del ‘NO’ al raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci è stata una delle manifestazioni a cui hanno partecipato più persone.
Ad occhio circa 500 manifestanti. Un corteo unito e compatto nel pronunciare un ‘NO’ deciso al raddoppio di un’opera dal profumo speculativo. “Un progetto devastante” che “non DSC00143serve” affermano i rappresentanti del Comitato Fuori Pista, organizzatori della manifestazione, che “non aumenterà i posti di lavoro” e soprattutto “ruberà territorio all’ambiente, all’agricoltura e salute ai cittadini”.
Queste le principali motivazioni che stanno alla base della lotta all’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino, una lotta partita da lontano e arrivata anche in Procura. “Bisognerebbe piuttosto renderlo più efficiente, non più grande”.
Ma a cosa serve allora questo raddoppio? I conti sono presto fatti. Da 1200 ettari di sedime attuale si passerebbe a 2400, a discapito di un pezzo del’Agro Romano inserito all’interno della Riserva Statale del Litorale Romano, di un pezzo di agricoltura, scansione0003-001di un pezzo di paesaggio. Il solito cemento che invade le nostre città, le nostre vite; che deturpa il paesaggio e dequalifica l’agricoltura di qualità in nome di un vecchio modello di sviluppo economico: quello della speculazione edilizia che per troppo tempo ha trovato terreno fertile in questo territorio. Dal porto della Concordia al progetto di una spa sull’antico Porto di Traiano a palazzi, alberghi e palazzine costruite solo per creare abitazioni su abitazioni, senza tener conto del luogo in cui si trovano, di un decoro visivo e paesaggistico da rispettare.
Perchè vedete, non si tratta solo di stare ‘nei limiti di legge’ (che le deroghe facilmente bypassano) ma si tratta di sviluppare una nuova cultura del ‘fare’; nuovi canoni di costruzione; nuove linee guida per uno sviluppo che guardi al profitto e all’etica insieme.
Asfaltare altri 1200 ettari di terreno, realizzare nuove piste di atterraggio, creare un nuovo centro commerciale non servirà a far crescere questa economia, questo territorio. Perchè i lavoratori saranno pagati sempre una miseria e tenuti sotto scacco con contratti stagionali; le imprese continueranno a non investire in formazione e sicurezza (e l’operaio morto a novembre per incidente sul lavoro testinomia la gravità di tali mancanze); i servizi non miglioreranno, ecc… Inoltre perderemmo una vasta area di riserva naturale, della sua fauna; colpiremmo duramente anche il settore agricolo che a Fiumicino è una fetta importante dell’economia. E non perchè i piccoli e medi agricoltori se la passino bene, ma perchè si tratta di un comparto che se propriamente valorizzato potrebbe dare tanto in termini di sviluppo economico e turistico.
DSC00142E invece no. Si sceglie una lunga striscia di asfalto, capace di sfamare solo l’appetito di pochi costruttori.
Ma ora basta. La gente vuole un cambiamento, vero, netto. Chiede che gli interessi generali siano riconosciuti come superiori agli appetiti di chi è assetato di profitti ad ogni costo. Si chiede, si scrive, si richiama la politica ad assumersi le proprie responsabilità e a fare propri gli interessi delle persone comuni. Di quelle che scoprono che un cancro le sta divorando da dentro perchè respirano l’aria malsana della discarica; di quelle che sentono centinaia di aerei passare sopra la loro testa ogni giorno; di chi chiede più scuola e più asili per i propri figli; più cultura; più alternative per i giovani. Più lavoro e dignità nel lavoro.
Oggi, in fin dei conti, la gente che, via via, allungava il corteo era animata da questi sentimenti. Genitori, nonni, bambini, ragazzi. C’erano proprio tutti. O quasi.
Mancava il Sindaco. Ma del resto, vestendo i panni di primo cittadino e di membro del CdA di Aeroporti di Roma, ha comprensibilente preferito rimanere ‘super partes’ e non partecipare ad un’iniziativa popolare dei suoi cittadini. Ce ne faremo una ragione.
Ma saltavano all’occhio anche i colori. Forse sbaglio, ma mi pare che fossero quelli dell’area di sinistra. Bandiere di Pd, FdS, Sel, Verdi, Prc. Non mi sembra invece, ma vi prego di correggermi se sbaglio, di aver visto bandiere di Pdl, Udc o di altri movimenti civici che per altre cause, giustamente, si danno tanto da fare….Ripeto, se mi sbaglio mi correggo immediatamente, la mia vuole solo essere una riflessione, perchè mi ostino a credere che il Bene Comune sia un bene riconosciuto da tutti come tale. La tutela della salute e dell’ambiente in cui viviamo non può e non deve essere visto come ‘feudo’ politico di alcuno, semmai di tutti.

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