Aeroporto, si raddoppia ma cala il traffico


Piccola riflessione su un articolo de La Stampa.it dal titolo “Gemina: utile consolidato pari a 193,7 milioni di euro nel 2012”. Non tanto sul titolo, quanto sul corpo del testo, che ci rivela dati utili su cui ragionare. “Il Gruppo – si legge nel pezzo – ha registrato fotorisultati operativi in leggero miglioramento, pur in presenza di un sostanziale calo dei volumi di traffico”.
Il sistema aeroportuale romano vede una flessione del 2,2% dovuta alla crisi economica che ha pesato molto sul traffico domestico (-7,9%); mentre registra un lievissimo segno positivo (+0,6%) di quello internazionale spinto dalle destinazioni extra Europee (+3,1%). Questi sono alcuni dati, oggettivi, che di fatto palesano come il numero dei passeggeri non sia in calo, trend registrato anche dal monitoraggio dei mesi di gennaio e febbraio 2013 con forte calo del traffico nazionale, su cui Alitalia aveva molto puntato. Ma andiamo avanti. Nell’articolo si legge anche: “L’andamento del traffico passeggeri sullo scalo di Fiumicino è tra l’altro strettamente correlato alle performance del principale vettore nazionale, Alitalia, che nel 2012 ha registrato una perdita complessiva di passeggeri trasportati pari al -4,6% rispetto al 2011”.
Ricapitolando: complessivamente il volume di traffico è calato di oltre il 2% e, per quanto attiene l’aeroporto di Fiumicino, è fortemente legato ad Alitalia, che a sua volta registra un trend negativo di quasi il 5%.
Agli ultimi 4 anni di perdite si aggiunge il rischio di registrare, per il primo trimestre del 2013, una perdita superiore ai 100 milioni di euro, appesantita dal calo di immagine della compagnia di bandiera dopo l’incidente sulla pista di Fiumicino del vettore rumeno Carpatair ‘targato’ Alitalia. Situazione non felice, su cui pesano anche i mancati investimenti e il taglio del personale alle prese con una forte crisi occupazionale.
Per chi, dunque, il raddoppio dell’attuale sedime? Chi dovrebbe accogliere un aeroporto più grande considerato il calo dei passeggeri e le difficoltà di Alitalia?
Portare i voli low costi a Fiumicino (aumentando il volume del traffico) potrebbe essere la risposta ‘giusta’ all’interrogativo, ma non può bastare. Non si può giocare a ‘carta vince carta perde’. Occorre verificare la fattibilità delle cose, non solo dal punto di vista logistico, ma anche ambientale. E rigurado a ciò il territorio di Fiumicino non sembrerebbe, a causa degli impianti insalubri esistenti, godere di buona salute. E dico ‘non sembrerebbe’ perché in merito non esistono studi se non quello dell’Arpa che riscontra un alto inquinamento acustico, derivante proprio dall’aeroporto.
O
ltre ai dubbi sull’utilità dell’operazione, procedere al suo ampliamento senza un adeguato monitoraggio dei fattori inquinanti e con un inquinamento acustico già alle stelle sembrerebbe ledere l’art. 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute. In primis. Così come il principio della tutela del paesaggio. E ancora lederebbe l’art. 41 che recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Non mi pare che siamo dentro questi parametri. E a voi?

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