“Più efficiente, non più grande!”


“Più efficiente, non più grande”. Lo hanno sempre sostenuto i membri del Comitato Fuori Pista. Il che vuol dire ‘si’ agli investimenti e all’ammodernanamento dentro il sedime aeroportuale senzaaereo andare a consumare altro territorio (1300 ettari), per giunta agricolo e in zona di riserva naturale. Ma il regalo fatto da Monti allo scadere della sue esperienza di primo Ministro ha di fatto dato il via libera al progetto di raddoppio firmato tra Enac e Adr. Con conseguente: aumento delle tariffe di imbarco a carico dei passeggeri (10 euro a testa); approvazione del piano opere per il raddoppio dell’aeroporto; avvio delle procedure di esproprio di case, aziende e terreni a partire dal 2014;  variante al PRG. Un piano per cui il pubblico sarà chiamato a pagare 5,3 milioni di euro. Investimenti che avrebbero senso se il raddoppio servisse, ma a ben studiare le carte e a sentire le ragioni del Comitato Fuori Pista, non ci sarebbe affatto bisogno di allargare l’aeroporto. Servirebbero piuttosto interventi per renderlo più efficiente, sotto ogni punto di vista.
Partiamo dal numero di passeggeri. Su questo ho scritto diversi post. Il numero di viaggiatori è in calo e da qui ad arrivare ai 100milioni di passeggeri previsti da Adr entro il 2044 ce ne passa. Ma anche fossero in aumento, il Leonardo da Vinci oggi gestisce circa 36 milioni di visitatori e potrebbe arrivare a gestirne fino a 70 milioni intervenendo sulle opere di ammodernamento, senza ampliare il perimetro dell’aeroporto.
Relativamente ai 1300 ettari da ‘rubar’ alla Riserva del Litorale Romano, c’è da dire diverse areacose: a) andremmo a perdere un grande patrimonio rurale e ambientale (ad oggi protetto da vincoli del PTPR e del PTGP); b) l’operazione andrebbe a determinare l’esproprio di aziende agricole che semplicemente morirebbero: difficile pensare di ricollocare o ricostruire altrove il lavoro di una vita; c) esproprio di circa 300 famiglie; d) evidente perdita di vocazione agricola e turistica del territorio; e) più piste, maggior traffico aereo.
Relativamente a quest’ultimo punto, c’è il problema dell’inquinamento atmosferico e acustico. Del primo purtroppo non abbiano notizie o dati, mancando il monitoraggio dell’aria (allucinante ma ad oggi è così); del secondo invece, ad esempio sappiamo che nonostante tutte le postazioni di monitoraggio rientrino nei limiti di legge, alti sono i livelli di inquinamento (vedi anche il caso di Ciampino). Ad esempio, “il livello di LVA (Livello di valutazione del rumore aeroportuale) presso la postazione di Focene è particolarmente elevato in relazione alla significativa presenza di popolazione residente” così come riportato dalla relazione tecnica relativa al monitoraggio acustico 2011-2012 redatta da Arpa Lazio. Mentre per la zona dei Cancelli Rossi “si rileva una criticità soprattutto in riferimento ai livelli di LAeq notturno” nel periodo gennaio-agosto 2012. E ancora, nella stazione di misura FCO04 (Esterno intorno aeroportuale) addirittura si registra il superamento dei limiti della classificazione acustica comunale.
Se questa è la situazione attuale, immaginiamoci con il raddoppio dell’aeroporto. Anche perchè, con l’abbandono dell’idea dello scalo di Viterbo e con i problemi di Ciampino, c’è da capire dove dirotteranno i voli low cost. Voli che se trovassero spazio a Fiumicino avrebbero due effetti: 1) aumento dell’inquinamento acustico e ambientale; 2) auemento della concorrenza per le compagnie di linea, con ripercussioni deleterie soprattutto su Alitalia, con tutto ciò che ne comporta a livello occupazionale.
Molto più proficuo invece sembrerebbe andare avanti con gli interventi nel sedime e capaci di rendere più efficiente e più accogliente un aeroporto internazionale – la porta d’Italia – ma che tanto ha da invidiare agli scali di altri capitali europee.
Non serve il raddoppio. Servono viabilità, servizi, trasporti, convenzioni tra il Comune di Fiumicino e Adr; servono garanzie occupazionali; investimenti infrastrutturali dentro il sedime; collegamenti Fiumicino-Aeroporto-Roma; servono indirizzi di promozione del territorio intorno all’aeroporto che tanto ha da offrire in termini turistici, agroaliemntari e ambientali. Serve una politica che guardi al futuro della collettività, non agli interessi di Benetton, il vero beneficiario di questa operazione, e che in un colpo solo si vedrebbe cambiare la destinazione d’uso dei suoi terreni per poi guadagnarci nuovamente come maggior azionista del Gruppo Gemina, che detiene oltre 95% di Adr S.p.A.
Ma almeno un risultato è stato raggiunto. Anche grazie alle numerose richieste del Comitato Fuori Pistacomitato_fuoripista, finalmente sarà riscossa l’Iresa (L. 342/2000, art. 90), la tassa istituita nel 2001 e a carico dell’esercente dell’aeromobile, finalizzata al disinquinamento acustico, al finanziamento dei controlli ambientali e ad eventuali risarcimenti per la popolazione.
Spesso, bisogna dar battaglia anche far valere un diritto o far rispettare la legge!

Advertisements

One thought on ““Più efficiente, non più grande!”

  1. Pingback: Che il primario torni a primeggiare | carta bianca

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s