Scardiniamo il conflitto di interesse


conflittoVia via che mi addentro nella conoscenza del governo locale di Fiumicino, mi rendo sempre più conto di come la questione ‘conflitto di interessi’ sia determinante e da affrontare in modo serio.
Il conflitto di interesse, all’interno di qualsiasi amministrazione, mette un moto meccanismi perversi, che si auto-riproducono, e che fanno male alla democrazia. E fanno male alla democrazia per più di una ragione.

  • Perché avere il potere di gestire le dinamiche e le politiche da cui poter trarre vantaggio personale è contro l’interesse del bene comune.
  • Perché il conflitto di interesse crea quella disuguaglianza sociale per cui troppo spesso, dietro labili parole piene di un’arrogante sicumera, avvertiamo il suono della celeberrima frase del marchese del Grillo “Io sono io e voi non siete un cazzo!”.
  • Perché il conflitto di interesse induce (chi ce l’ha) a ‘spicciarsi’ gli affaretti propri, anche a scapito dell’interesse collettivo.
  • Perché il conflitto d’interesse rende ricattabili, mina l’onestà, induce all’omertà.
  • Perché il conflitto d’interesse non permette una gestione amministrativa trasparente e promuove le forme di arroganza politica a cui siamo stati abituati negli ultimi dieci anni.
  • Perché il conflitto d’interesse favorisce il clientelismo e la compravendita di voti, l’esercizio del potere a fini personali.

E infatti, come diceva Andreotti, “Il potere logora chi non ce l’ha”. Ma chiediamoci il perché di questa ‘massima’. Io me lo sono chiesto, e sono arrivata alla conclusione che il potere logora chi non ce l’ha sono quando viene utilizzato a scopi personalistici. E per questo lo si vuole a tutti (tutti) i costi.
E poi interroghiamoci sulla parola ‘potere’. Non è un caso che oggi, in politica, questo termine abbia un’accezione del tutto negativa. Questo perchè il potere è stato esercitato come rappresentazione di forza (nel senso di prevaricazione), arroganza, cupidigia e cinismo.
Ecco, sono proprio questi i meccanismi che gli elettori hanno l’opportunità di scardinare, andando a votare e facendo una scelta in controtendenza rispetto a come Fiumicino è stata governata fino ad oggi. Scegliere un sindaco, Esterino Montino, il cui unico interesse è quello di far crescere questo territorio, la sua economia e di tutelarlo da speculazioni e malaffare.
Il voto è responsabilità. Riprendiamocela! Cerchiamo, INSIEME, di cambiare le cose, renderele migliori, e soprattutto riportare al montinocentro l’interesse pubblico, quello che guarda alle esigenze di tutti senza lasciare indietro nessuno. Questo l’obiettivo del centrosinistra.
Sicuramente il mio.

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