Mafia, parlarne significa combatterla


corriere_borsellino1992Palermo. 19 luglio del 1992. A soli due mesi dall’attentato a Falcone. La “rimozione” di un altro ostacolo alla mafia. Un boato squarcia corpi, giustizia, intelligenze, speranze; fonde lamiere e segna l’Italia con il sangue che non possiamo né lavare né vogliamo cancellare. É la strage di via d’Amelio. Perdono la vita il giudice Borsellino e con lui tutti gli uomini e le donne della sua scorta.
Ventuno anni dopo sono i bambini a scendere nelle strade di Palermo a chiedere verità in nome dello Stato e della Giustizia.Una giustizia che lo Stato non può negare e che deve continuare a cercare, pena la credibilità dell’Istituzione e della classe politica.
La lotta alla mafia non può conoscere né confini, né colori, appartenenze, o rassegnazione perché è la lotta per la giustizia e per la legalità a non averne. Ed è importante parlarne. Gridare l’esistenza del fenomeno mafioso laddove conclamato e cercare di prevenire le infiltrazioni qualora i tentacoli della malavita non avessero ancora attaccato le nostre città, i nostri territori.
In tal senso, l’adesione alle consulte antimafia istituite rappresenta un dovere civile mano-con-agenda-rossae morale di ogni amministrazione locale, sia quelle che convivono con la mafia che quelle ancora “libere”. Una scelta di campo che con chiarezza ed orgoglio esprima la vicinanza delle istituzioni ai magistrati, alle forze dell’ordine che ogni giorno combattono contro la criminalità organizzata e per l’affermazione della cultura della legalità. Una scelta che esprima rispetto per il sangue innocente versato e che guardi al futuro di quei ragazzi che oggi, a Palermo e non solo, alzano al cielo le proprie agende rosse.
Ecco perché credo che anche per il Comune di Fiumicino sia importante aderire alla consulta antimafia istituita dalla Provincia di Roma. Nessuna lesione dell’immagine del nostro territorio, come invece ho sentito dire durante il primo consiglio comunale. Nessuna “etichetta negativa”.  Semmai il rafforzamento della volontà politica, dichiarata, di perseguire con forza la presenza di cosche e di attivare quelle politiche capaci di prevenire l’attecchimento sul nostro territorio del sistema e della mentalità mafiosa.
L’argomento mafia non può essere tabù. Parlarne vuol dire combatterla.

E.A.

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