Ascoltiamoli, i nostri morti

Il ribollio dell’ossigeno consumato che risale verso la superficie. Le urla. Il contatto con i miei compagni di sventura. La paura. Si. Sento la paura. Di annegare, di non farcela, di non trovare la strada per risalire e toccare l’aria con la bocca.
Mi muovo, sconclusionatamente, nel terrore, senza aver tempo per piangere, possibilità di lutto_12urlare. Non sono sola, penso. In sottofondo le urla sorde e sovrapposte di chi ha avuto sorte, un appiglio in superficie, di chi sa nuotare. Li sento. Sento le acque agitate dai movimenti di chi mi sta vicino. Di chi mi annega accanto. Di chi si aggrappa alle mie vesti quasi fossi un scoglio ben saldo in alto mare. Ma non lo sono. Colo a picco, anche io. Continue reading