Oasi violata


Maccarese, un’oasi violata. Ben conosciamo la storia, ne hanno parlato tutti i giornali e telegiornali: ladri di cherosene manomettono le condutture Eni nella tratta Civitavecchia-Pantano per rubare il carburante. 10403198_10152382692700163_615894820994946780_nIl marchingegno utilizzato non regge, il liquido fuoriesce per 30 tonnellate ed è disastro ambientale, in una delle aree verdi più belle e di pregio del Lazio. Fatta di canali, di oasi, agricoltura e di mare.
Basta poco per rovinare un territorio. Un tentativo di furto finito male, come in questo caso, un incidente, un sabotaggio…
La quest10428301_10152387354680163_2207595110944604750_oione è legata alla sicurezza, ai controlli e alla vigilanza degli impianti potenzialmente nocivi e pericolosi. Ma sono anche le scelte di politica industriale che, in un certo senso, si rendono corresponsabili di questi danni. Sono esse che indirizzano le produzioni ed i consumi. E se ancora oggi si parla di oleodotti, petrolio e idrocarburi, forse la colpa non è solo delle grandi aziende che investono su tali settori, ma anche delle politiche che, laddove possibile, non incentivano gli investitori a guardare oltre e non sostengono a dovere le nuove tecnologie.
In Olanda , ad esempio, si è inaugurato il primo tratto di ciclabile solare. Ancora un prototipo, ma almeno è chiara la strada da percorrere. In Italia invece siamo al paradosso. Nel paese del sole, il decreto Sblocca Italia favorirà la ricerca e la coltivazione di idrocarburi e quindi incentiverà aziende e multinazionali a proseguire sulla scia nera delle fossili, perdendo di vista la strada verde delle rinnovabili (eolico, fotovoltaico, ma anche le nuove tecnologie legate all’idrogeno).
La domanda energetica sarà ancora soddisfatta da gasdotti, gassificatori, inceneritori senza neanche la messa in campo di interventi mirati a spianare la strada a forme di approvigionamento futuro più innovative ed ecocompatibili.
Un paradosso anche per l’attuale contesto internazionale, sia scientifico che politico, in cui la questione ambientale appare non più rinviabile e in cui la prima mossa utile, richiesta a tutti i governi, è proprio quella di incentivare le rinnovabili e ridurre all’osso i combustibili fossili.

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