@AstroSamantha, l’esempio da seguire e gli uomini che odiano le donne


samantha-cristoforetti“Samantha non è un esempio da seguire”. Lo scrive Camillo Langone sul Foglio. Leggo il post. Non più di dieci righe. Sbigottita, arrivo in fondo tutto d’un fiato, sperando in una provocazione dal messaggio positivo. No, non lo è.Lucida penso che “gli uomini che odiano le donne” non è solo un romanzo della fortunata trilogia “Millennium”, ma esistono davvero e usano violenza levando le mani, talvolta anche la penna.
La penna di chi cerca di eclissare @AstroSamantha perché incarna la donna moderna, lontana da vecchi stereotipi e libera da ogni tipo di convenzione sociale che per intere generazioni ha intrappolato l’essere femminile. Troppo ambiziosa, intelligente e autonoma Samantha. Talmente emancipata da assomigliare ad un uomo, per il ruolo che ricopre, per gli studi fatti, la sua professione, il successo, per l’icona che è diventata (e che ho anche avuto il piacere di conoscere).
Un esempio da seguire…se solo non fosse donna.
Perché altri sono i “posti” riservati alle donne. Non certo l’abitacolo di un AM-X o la capsula di una navicella spaziale. Il Paese si invecchia e le donne servono a far figli. Stare a casa, magari anche lavorare, perché oggi uno stipendio da solo non basta, ma in ruoli adatti al loro “animo gentile”.
Sempre satelliti del proprio uomo. Il posto delle donne è a scuola, nei centri di benessere, negli uffici pubblici, nei supermercati, sulle passerelle. Laddove possono meglio contribuire al ruolo che la società ha creato per loro: l’educazione dei ragazzi, la bellezza, la cura della persona, l’arte, il domestico…confuse in mezzo a tutte le altre, alla massa folta e indistinta in cui l’identità e la personalità di ognuna si confondono e spesso si annacquano.
Mentre ci battiamo per conquistare una parità di genere vera e concreta, le donne che raggiungono i vertici (soprattutto nel campo delle istituzioni o della ricerca) fanno ancora notizia. Ma se l’ambito in cui si distinguono è quello tecnico/scientifico è più difficile da mandare giù. Almeno per gli uomini che si riconoscono nelle parole di Langone, pregne, per come me le sono sentite addosso, di un maschilismo spicciolo e di una misera misoginia.
Ma la colpa è anche la nostra. Delle donne. Samantha Cristoforetti è per noi un modello da seguire. Ma dobbiamo aver il coraggio di farlo. Fabiola Giannotti è per noi un esempio da seguire, ma dobbiamo trovare il coraggio. Perché troppo spesso ci rifugiamo in ambiti a noi più “consoni” (comodi). Non osiamo. Non ci crediamo noi per prime. Non seguiamo le nostre passioni per paura di non esserne all’altezza o perché, come donne, non ci vediamo proiettate in un “universo” al maschile. Il mondo della scienza, della fisica, della matematica o dell’ingegneria lo abbiamo lasciato agli uomini. E non per mancanza di interesse o attitudine, ma perché legate a vecchi stereotipi di cui, per lo più, siamo ancora vittime inconsapevoli.
In effetti in Europa le donne si laureano più degli uomini, tuttavia sono ancora sottorappresentate negli ambiti più tecnici. Ma perché uomini e donne fanno queste scelte diverse?
Uno studio del Parlamento Europeo dal titolo “Donne e educazione: più laureate e meno occupate?” dà risposta a questo interrogativo. Tra le cause di questo gap rientrerebbero motivi sociali e culturali, che comprendono le differenze di motivazione e di supporto per varie scelte, l’influenza di stereotipi di genere e di conflitto tra il ruolo delle donne e specifici campi di appannaggio maschile, come la matematica o la fisica, insieme alla mancanza di modelli femminili in questi ambiti. Nel merito, la ricerca sugli stereotipi di genere è stata particolarmente illuminante, in quanto ha svelato quanto gli insegnanti, i programmi di studio e libri di testo perpetuano gli stereotipi di genere, piuttosto che porvi fine.
Ma oggi i buoni esempi ce li abbiamo, in ogni campo. Abbiamo facoltà e intelletto per uscire dal tracciato che ci è stato “preconfezionato”. Scegliamo la nostra strada, il nostro futuro. Libere da preconcetti. Senza paure indotte e lontano dagli uomini che odiano le donne.

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