In bianco o in nero, purché si cresca


imageTangenti Mose, scandalo Mafia Capitale, corruzione all’Anas, truffa all’ospedale Israelitico…Quando la lotta alla criminalità e al sommerso dovrebbe essere priorità (di Stato), non si possono accampare scuse, alla Migliore. Ma siccome il nostro premier è fiorentino e da Machiavelli qualcosa avrà pur imparato, qui è il fine a giustificare il mezzo: far girar l’economia, non importa come, in bianco o in nero, purché si torni a crescere.
Certo non saranno i cittadini per bene che dichiarano tutto ciò che guadagnano i favoriti. Perché loro, ad averceli 3000 euro in tasca, correrebbero subito a versarli in banca. “Che scherzi!!! Con tutte queste rapine; con tutti questi extra-comunitari in giro…”. I soldi li terrebbero il più possibile al sicuro, dentro quella comoda tesserina chiamata carta di credito, pronta all’uso, per ogni importo e spudoratamente tracciabile.
Il problema è che la crisi economica e occupazionale ha eroso i risparmi e reso più oculate le spese e gli investimenti degli italiani. I soldi, se ci stanno, vanno cercati, più che nei conti correnti, fuori dai circuiti “in chiaro”. Strizzando l’occhio a chi ne ha ma non li può dichiarare…e allora favoriamo l’utilizzo della moneta, così l’ #italiariparte.
Ma timorosi che questa misura possa non bastare per la ripresa economica, nelle ultime bozze della manovra di stabilità si cancellano vecchi divieti e si ammette la possibilità di pagare in contanti gli affitti e le fatture di autotrasporti, due settori “a rischio infiltrazione criminale”. Non si sa mai…
Insomma, lo Stato ha deciso che in nero l’economia girerà meglio. Nonostante le critiche dell’Anac o dell’Anm.
Ma del resto, nel Paese delle Meraviglie tutto è possibile. È possibile che le metastasi della corruzione e dell’evasione siano curate con l’innalzamento del tetto dei contanti. E’ possibile che la commistione tra politica e malaffare sia combattuta con una stretta sull’utilizzo delle intercettazioni (che anche pone forti limitazioni per le inchieste giornalistiche). È possibile che la libertà di stampa sia tutelata con la denuncia di 96 giornalisti che hanno raccontato gli scandali di Mafia Capitale.
Tutto è possibile. Ma a tutto, ci sarà pure un limite?

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