Il sindaco Marino e la grande corsa


libroSul sindaco Marino avevo già avuto modo di scrivere un paio di post (Nemmeno la decenza dell’AulaLo scherzo del marziano). Ci torno dopo aver letto il libro di Gianluca Peciola Il sindaco Marino e la grande corsa, iacobellieditori.
Un instantbook pubblicato ancor prima delle dimissioni dell’ormai ex sindaco di Roma, in cui l’autore, fino a poco tempo fa capogruppo di Sel al Campidoglio, ci restituisce il punto di vista interno, di chi quelle vicende le ha vissute “in prima linea”.
Qui il video della presentazione del libro presso la biblioteca Elsa Morante di Ostia.

Cento pagine per riportare, in sintesi, i punti salienti dell’amministrazione Marino. Dalla sua elezione al tentativo di un governo lontano dalle larghe intese; dallo scandalo di Mafia Capitale fino al ripristino di una Giunta monocolore Pd, con la fuoriuscita di Sinistra Ecologia e Libertà. Senza tralasciare il ruolo (e il peso) della stampa sulla “vicenda Marino”.
Una corsa ad ostacoli quella di Ignazio Marino, outsider della politica e del suo stesso partito. Un personaggio di cui Peciola evidenzia pregi e difetti, descrivendolo come un “sindaco senza popolo e senza partito”.
Ma anche un sindaco (e un’amministrazione) che, nonostante molti errori, qualcosa di buono lo aveva fatto – chiusura della discarica di Malagrotta, lotta alla cartellonistica abusiva, registro delle unioni civili, superamento dei residence, pedonalizzazione dei Fori, ripristino della legalità (dai camion bar al lungomuro di Ostia) – e che i piedi ai grandi poteri aveva iniziato a pestarli.
La cura antibiotica – così la chiama Peciola, con cui Marino stava curando Roma dalla corruzione, dal clientelismo e dal consociativistro emerso insieme alla Roma di Mezzo – aveva indebolito gli anticorpi della città, e cioè “quelle buone prassi collettive che arricchivano lo scenario sociale, culturale e politico”. Ma forse serviva ancora tempo per vederne i risultati. “Ho visto un lavoro interrotto” ha detto con amarezza Alfonso Sabella, magistrato antimafia ed ex assessore alla Legalità voluto da Marino dopo Mafia Capitale. “Quando sono arrivato a Roma ho trovato il cancro della corruzione che la stava mangiando…Abbiamo iniziato la chemio. Avevamo finito il primo ciclo ed ora si stava cominciando a ripartire…”.
Sappiamo tutti come è finita.
E adesso il futuro di Roma è tutto da riscrivere.

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