Il voto (in)credibile e la campagna mancata


Ne ho viste tante oggi. Di tessere fotografate e bollinate 17 aprile.
20160417_153218Ne ho viste tante, di tanti amministratori pubblici che, alla fine, sono andati a votare per poi esporre alla rete la prova provata del diritto esercitato; del dovere assolto.
Peccato che per essere credibili bisognava pensarci prima.
Peccato che a tutte queste tessere elettorali – aperte davanti all’obiettivo di un Iphone – avrebbero dovuto precedere dichiarazioni pubbliche di voto, banchetti, gazebo, volantinaggi, animazione sul territorio. Avrebbe dovuto precedere un impegno chiaro e schietto a sostegno del ‘Si’ o del ‘No’. Se tutto questo non c’è stato, la tessera elettorale mostrata oggi, e agitata come lo scalpo di un “avversario immaginario”, rischia solo di essere un tentativo di avere il piede in due staffe, quella del capo e quella del popolo.

E allora avanti popolo che spera in un miracolo, dimentichiamo tutto, con un Amen…

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