Come ciliegie schiacciate al suolo


Una foto sulla violenza, non una foto violenta : Carnevali Ylenia - vincitrice ex equoSchiacciate al suolo come ciliegie mature. Cadono per mano dei propri uomini e non si rialzano.
Sara, strangolata e data alle fiamme.
Michela, uccisa con 4 colpi di pistola.
Federica, strangolata anche lei. Sono solo le ultime. Provo un dolore che prende la pancia e un senso di impotenza piantato dritto nel petto, come una lama che sa dove colpire.

Solo pochi giorni fa, al flash-mob in ricordo di Sara su via della Magliana a Roma, in tanti ci siamo ritrovati. Donne e uomini a manifestare per fermare la violenza sulle donne. ‘Mai più’, ‘Amateci di meno’, ‘L’amore non fa male’.
Slogan e parole che smuovono le coscienze ma che da soli non bastano. Perché a pochi giorni di distanza dall’omicidio di Sara, ci risiamo. La mattanza non si ferma. Altre due donne uccise. A Pordenone, “uccide la fidanzata a colpi di pistola e si suicida”. Un’altra guardia giurata a decidere la morte della compagna, proprio come l’assassino di Sara. E a Taranto, “50enne uccide la moglie e il figlio di 4 anni e si toglie la vita: la coppia si stava separando”.
Uccidono e si uccidono questi uomini,senza risparmiare i propri figli. Malati di un egoismo smodato, e incapaci di gestire le proprie sofferenze, insoddisfazioni e delusioni. Uomini immaturi, rimasti bambini a cui non si può togliere il giocattolo. A cui non si può dire di ‘no’.
Una piaga sociale così estesa da imporre un’attenta riflessione su chi sono questi uomini, come riconoscerli e come fargli prendere coscienza del loro problema che, al pari di alcolizzati o tossicodipendenti, devono riconoscere loro per primi.
Eppure sono i nostri figli, quelli che si ritrovano ad ‘amare’/odiare le donne allo stesso tempo. Quei ‘ragazzi modello’ che da un momento all’altro si avventano sulla compagna o, più vilmente, la braccano e la perseguitano fuori al lavoro, sotto casa e nel suo tempo libero.
Un fenomeno che, in modo beffardo, affida sempre alle donne il compito e la responsabilità di curare e far regredire questa piaga (…quando ancora mancano efficaci politiche di genere e adeguate risorse economiche per la loro implementazione). Perché questi uomini sono i nostri figli. Ed è prima di tutto nelle nostre case che possiamo e dobbiamo intervenire. Insegnando loro la cultura di genere già da piccoli; educandoli ai sentimenti; non assoggettando noi stesse alla violenza o alla mancanza di rispetto del nostro partner; non etichettando le loro fidanzate come ‘puttanelle’; insegnando loro ad incassare una delusione e ad accettare non una ‘sconfitta’, ma la libertà degli altri che è sempre pari ed uguale a quella di ognuno.

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