Il giusto e lo sbagliato


Vi ricordate quando Marco Cappato fu rinviato a giudizio perché portò dj Fabo in svizzera per l’eutanasia? O quando alcuni sindaci furono indagati per aver registrato i matrimoni avvenuti all’estero di coppie omosessuali?
Cosa era giusto e cosa sbagliato?
Se di reato si tratta, giusta anche la pena.
Perchè la legge si rispetta, ma la si può anche cambiare.
Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, nelle sue intenzioni, ha operato bene. Non ha intascato un soldo, lo dicono gli stessi inquirenti. Mimmo, probabilmente, nel suo darsi da fare, potrebbe aver operato non proprio in punta di legge, magari forzando o aggirando le procedure. Se e in che misura ha sbagliato, lo decideranno i magistrati, non Salvini.
Ma resta un fatto. La bontà del #modelloRiace.
Lucano ha dato un esempio virtuoso e alternativo di come gestire l’immigrazione, molto lontano dalle logiche degli Sprar. Lo ha fatto tra mille difficoltà, in piena solitudine (istituzionale), in un quadro normativo inadeguato che non tiene conto del processo storico del fenomeno migratorio e che, talvolta, pone più problemi di quelli che vorrebbe risolvere.
Sbagliato pensare si tratti solo di solidarietà.
Ci cadrebbe addosso una pioggia di “non possiamo accoglierli tuttiiiiii!”. Vero.
Ma il problema di Riace era lo spopolamento…e i migranti una opportunità di rinascita. Lucano ha fatto il sindaco: ha saputo tradurre in positivo il problema dell’immigrazione. Attraverso le politiche di inclusione è riuscito a mantenere in vita servizi di primaria importanza come la scuola, a far partire piccole realtà artigianali e creare nuovi posti di lavoro in un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria. Un miracolo italiano.
Un miracolo, però, fatto con i migranti. Ed esempi positivi è bene non darli, perché la pelle dei migranti è stata, e sarà ancora, la carta vincente della più becera propaganda politica.

PS: Certo non sarà questo governo a superare la Bossi-Fini, come non lo sono stati i governi precedenti, seppur di centrosinistra. Ma spero che tutto questo polverone su Riace, andando oltre il tifo da stadio, servirà almeno a stimolare nuovi dibattiti e proposte politiche sul tema (Pronto, c’è nessunooooo!?!?).

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