Quello che mai ti perdoneranno


È che dovevi tornare magra e pallida in viso. Scarna, e con le occhiaie a rimarcare la prigionia lunga 18 mesi. Sorretta dai tuoi soccorritori per via delle gambe rammollite.
O forse dovevi tornare mutilata. Chessò, con 2 dita in meno o un orecchio mozzato. O forse, non dovevi tornare affatto, per non turbare la quiete di questo bel paese.
Invece sei tornata. Fisicamente in forma. Hai sfoderato il tuo sorriso migliore; hai detto di essere stata trattata bene, di non aver mai subito violenze. Insomma, parole pacate, lontane dall’immagine di una prigione buia, stretta e sporca. Parole che in tanti hanno sintetizzato in “vacanza”. La vacanza di una giovane donna che giocava a voler salvare e cambiare il mondo. Perchè tra le altre cose, sei pure donna, e le donne si sa, se la vanno sempre a cercare.
Ma la cosa che mai ti perdoneranno è l’abito. Dovevi essere furba, Silvia. Dovevi essere smaliziata abbastanza, per sapere del linciaggio mediatico cui saresti andata incontro, della violenza verbale e delle minacce che ti sono valse la scorta.
Era proprio necessario comunicare, anche visivamente, la tua conversione all’Islam?
In fin dei conti, noi ti chiedevamo solo un po’ di ipocrisia. Un cencetto scolorito indosso, un visino triste e colmo di lacrime pronte a segnare il tuo volto alla sola vista della tua famiglia; qualche parola di denuncia verso i tuoi carcerieri. Un copione piuttosto semplice, facile da recitare.
E invece no. Il copione che noi avevamo scritto per te, tu non hai voluto rispettarlo. Anzi lo hai stravolto, deludendo il pubblico che da casa aspettava di vederti scendere da quel volo.
Dovevi essere furba e ipocrita Silvia, che questa è l’Italia della rabbia sociale, del rancore, del nemico da additare. C’è chi si ciba di questa roba; c’è chi non aspetta altro di dare carne fresca in pasto ai suoi follower; c’è chi no si vergogna, dai banchi di una istituzione, a definirti una “neo-terrorista”.
Ma viva Dio, un dio qualsiasi, l’Italia è anche il paese di chi ti abbraccia forte, di chi è semplicemente contento che tu sia tornata a casa, sana e salva.
Ben altro destino, seppur in circostanze diverse, quello toccato a Giulio Regeni, per cui ancora attendiamo giustizia.

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