La tutela dell’ambiente va oltre i 2cent/sacchetto

Dopo il divieto di commercializzazione delle buste della spesa non biodegradabili, al bando anche i sacchetti ultraleggeri in plastica. Finalmente! Perché è indubbio che anche questo divieto sia un punto a favore dell’ambiente, nonostante le tante polemiche sui costi a carico del consumatore.
Iniziative e progetti sperimentali non bastano per sensibilizzare. Servono leggi, possibilmente chiare e rapide nei tempi, per fermare la plastica non riciclabile, per ridurne i consumi; servono incentivi per indurre l’industria a produrre meno packaging e comunque sostenibile. E l’Italia su questo non arriva mai prima. Come sul divieto dell’utilizzo delle buste di plastica, il Bel Paese arriva tardi, tanto da rischiare al procedura di infrazione europea. Ma arriva. E l’entrata in vigore di questa nuova disposizione sugli shopper leggeri non può che essere letta positivamente. Continue reading

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Fiumi d’oro. Il nuovo libro di Gratteri e Nicaso

La ‘ndrangheta è ovunque. Capace di “radicarsi in un territorio, di disporre di notevoli risorse economiche, di controllare le attività comunitarie e di influenzare la vita politica e istituzionale a livello locale e nazionale, ricorrendo all’uso di un apparato militare, ma ricercando anche un certo grado di consenso sociale”  (cit. Rocco Sciarrone).
E’ così che la mafia mette radici e si espande Continue reading

#ClimateChangingMe

ClimateChangingMe è una campagna che mette in rete giovani di tutto il mondo, per raccogliere testimonianze sugli impatti del cambiamento climatico nelle vite di ciascuno di noi e spingere i decisori politici a essere maggiormente incisivi nelle politiche energetiche, ambientali e industriali dei singoli stati. Per saperne di più e sostenere la campagna clicca qui.

Aggressione ai giornalisti: “questione di ordine pubblico”

Stasera, su Rai2, #Nemo (ri)parte da Ostia. Sarà mandato in onda il reportage integrale a cui la trasmissione stava lavorando e per la quale il giornalista Daniele Piervincenzi e l’operatore Edoardo Anselmi sono stati aggrediti da Roberto Spada.
Giovedì sera, dovremmo essere tutti lì, incollati alla tv, a premiare il loro lavoro, mostrare interesse e forte dissenso per dei fatti di una gravità assoluta, ma che purtroppo continuano ad accadere con frequenza.
“Entrambi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima” ha detto Daniele dopo l’aggressione, e per questo li ringrazio. Loro, come tanti altri cronisti aggrediti, pestati, minacciati, a favore di telecamera o meno, mentre cercano di fare il proprio lavoro, di cui è sempre bene rimarcare la pubblica utilità. Continue reading

“Ricchi di diritti ma scarsi di garanzie sociali”. Ecco come la destra si fa largo

Il sazio non capirà mai il digiuno” sintetizza così Pietrangelo Buttafuoco che, nel corso di una bella puntata di Otto e mezzo su La7, ha analizzato in poche parole il tipo di destra interpretata da Casa Pound. Un fascismo sociale.
Il terreno dello scontro è tra diritti sociali e diritti umani. Perché quando si ha fame non si pensa ai diritti degli omosessuali o degli immigrati.
E’ una guerra tra deboli. Tra chi vuole vedersi riconoscere l’applicazione del diritto di cittadinanza (un lavoro, una casa, una pensione, più welfare) e chi cerca di affermarsi nei sui diritti sociali e umani. Continue reading

L’elettore (di centrosinistra) è nudo

Ci è stato tolto tutto. La passione, i colori, gli ideali, la partecipazione, la fiducia, il rispetto per l’istituzione.
Si è spenta la stella cometa che guidava il partito-comunità, che indicava la strada da percorrere insieme, illuminata dalla luce di valori quanto meno chiari, riconoscibili e condivisi, identitari.
Con i giovani disillusi, sedati anche nella sete di un cambiamento che mai arriva, l’elettore di centro sinistra è nudo. Indifeso, spaesato, svilito e arrabbiato dinnanzi ad una politica incapace di ascoltare, di programmare a lungo termine, di avere visione. Continue reading

Bankitalia, stretta tra propaganda, imbarazzi e conflitti di interesse

Tra propaganda elettorale, questione di stile e conflitto di interesse, la vicenda Bankitalia lascerà il segno.
Dopo quanto successo, con miliardi di soldi pubblici spesi per coprire la mala gestio delle banche, nessuno si sarebbe sognato di ergersi a difesa di Visco o dell’operato del sistema bancario che ha dato prova di tutta la sua debolezza e dell’incapacità dei suoi manager.
Contro Visco si potevano scegliere 3 strade: (a) lasciare piena autonomia al Presidente del Consiglio dei Ministri, al CdM e al Capo dello Stato (che però non avrebbe garantito la rimozione di Visco, viste le voci d’intesa tra Gentiloni e Mattarella sul suo nome); (b) esercitare pressioni politiche nelle segrete stanze, senza destare tanto clamore; (c) forzare la mano (e le procedure) per rivendicare il cambiamento alla guida della banca centrale. Continue reading