La tutela dell’ambiente va oltre i 2cent/sacchetto

Dopo il divieto di commercializzazione delle buste della spesa non biodegradabili, al bando anche i sacchetti ultraleggeri in plastica. Finalmente! Perché è indubbio che anche questo divieto sia un punto a favore dell’ambiente, nonostante le tante polemiche sui costi a carico del consumatore.
Iniziative e progetti sperimentali non bastano per sensibilizzare. Servono leggi, possibilmente chiare e rapide nei tempi, per fermare la plastica non riciclabile, per ridurne i consumi; servono incentivi per indurre l’industria a produrre meno packaging e comunque sostenibile. E l’Italia su questo non arriva mai prima. Come sul divieto dell’utilizzo delle buste di plastica, il Bel Paese arriva tardi, tanto da rischiare al procedura di infrazione europea. Ma arriva. E l’entrata in vigore di questa nuova disposizione sugli shopper leggeri non può che essere letta positivamente. Continue reading

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Fiumi d’oro. Il nuovo libro di Gratteri e Nicaso

La ‘ndrangheta è ovunque. Capace di “radicarsi in un territorio, di disporre di notevoli risorse economiche, di controllare le attività comunitarie e di influenzare la vita politica e istituzionale a livello locale e nazionale, ricorrendo all’uso di un apparato militare, ma ricercando anche un certo grado di consenso sociale”  (cit. Rocco Sciarrone).
E’ così che la mafia mette radici e si espande Continue reading

“Ricchi di diritti ma scarsi di garanzie sociali”. Ecco come la destra si fa largo

Il sazio non capirà mai il digiuno” sintetizza così Pietrangelo Buttafuoco che, nel corso di una bella puntata di Otto e mezzo su La7, ha analizzato in poche parole il tipo di destra interpretata da Casa Pound. Un fascismo sociale.
Il terreno dello scontro è tra diritti sociali e diritti umani. Perché quando si ha fame non si pensa ai diritti degli omosessuali o degli immigrati.
E’ una guerra tra deboli. Tra chi vuole vedersi riconoscere l’applicazione del diritto di cittadinanza (un lavoro, una casa, una pensione, più welfare) e chi cerca di affermarsi nei sui diritti sociali e umani. Continue reading

L’elettore (di centrosinistra) è nudo

Ci è stato tolto tutto. La passione, i colori, gli ideali, la partecipazione, la fiducia, il rispetto per l’istituzione.
Si è spenta la stella cometa che guidava il partito-comunità, che indicava la strada da percorrere insieme, illuminata dalla luce di valori quanto meno chiari, riconoscibili e condivisi, identitari.
Con i giovani disillusi, sedati anche nella sete di un cambiamento che mai arriva, l’elettore di centro sinistra è nudo. Indifeso, spaesato, svilito e arrabbiato dinnanzi ad una politica incapace di ascoltare, di programmare a lungo termine, di avere visione. Continue reading

Sotto il velo della Mogherini, solo il gusto della polemica

Da adolescente ho avuto modo di vivere qualche situazione, diciamo, di carattere internazionale.
Ricordo che spesso, a casa nostra, mio padre invitava a cena una famiglia di turchi (musulmani) e questi, prima di entrare nella nostra abitazione, si toglievano le scarpe, in segno di rispetto (pur sapendo che non era nostra “cultura” farlo). La cosa non mi ha dato mai fastidio. Loro si levavano le scarpe, noi offrivamo una cena evitando accuratamente di portare in tavola alcol e carne di maiale. Tutto molto semplice, quando ci si rispetta a vicenda. Continue reading

Tutto a posto, la mafia non esiste

dd0cef2b2ec5f1c51c636975235a4606-U20437902245FuC--835x437@IlSole24Ore-WebLeggo un articolo sul Fatto Quotidiano e, a caldo, mi lascio andare a un commento. Evidentemente, in questo paese puoi, tranquillamente, continuare a fare politica ed occuparti della cosa pubblica anche se hai una condanna (ancora in I° grado) di 11 anni. Ma la situazione, a dirla tutta, è ancora peggiore: “Class action contro il procuratore di Roma. Deve pagare, ci ha fatto dipingere come una merda (testuale, ndr) sui giornali di tutto il mondo”. Ma perché, non è forse “merda” quella che è uscita dalla verità processuale e che ha portato a condanne così importanti? Continue reading

#Alitalia. Ora tocca alla Politica

Leggi l’articolo de L’Espresso

Il dado è tratto. I lavoratori hanno detto la loro. ‘No’. Un no chiaro, secco, che mette in mutande la politica nazionale, ora sì, responsabile del futuro della compagnia di bandiera.
Quello che esce dalle urne non è una vittoria (di chi poi?), ma un grido di rabbia dei lavoratori.
Rabbia contro il management che poco ha fatto per evitare il collasso; contro una compagnia che ha, nel tempo, dismesso le sue professionalità tecniche migliori; Continue reading