Tutto a posto, la mafia non esiste

dd0cef2b2ec5f1c51c636975235a4606-U20437902245FuC--835x437@IlSole24Ore-WebLeggo un articolo sul Fatto Quotidiano e, a caldo, mi lascio andare a un commento. Evidentemente, in questo paese puoi, tranquillamente, continuare a fare politica ed occuparti della cosa pubblica anche se hai una condanna (ancora in I° grado) di 11 anni. Ma la situazione, a dirla tutta, è ancora peggiore: “Class action contro il procuratore di Roma. Deve pagare, ci ha fatto dipingere come una merda (testuale, ndr) sui giornali di tutto il mondo”. Ma perché, non è forse “merda” quella che è uscita dalla verità processuale e che ha portato a condanne così importanti? Continue reading

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Il sindaco Marino e la grande corsa

libroSul sindaco Marino avevo già avuto modo di scrivere un paio di post (Nemmeno la decenza dell’AulaLo scherzo del marziano). Ci torno dopo aver letto il libro di Gianluca Peciola Il sindaco Marino e la grande corsa, iacobellieditori.
Un instantbook pubblicato ancor prima delle dimissioni dell’ormai ex sindaco di Roma, in cui l’autore, fino a poco tempo fa capogruppo di Sel al Campidoglio, ci restituisce il punto di vista interno, di chi quelle vicende le ha vissute “in prima linea”.
Qui il video della presentazione del libro presso la biblioteca Elsa Morante di Ostia. Continue reading

Lo scherzo del marziano

marino2Ce l’hanno fatta. Marino si dimette. Domani formalizzerà.
Vince il fuoco amico, vittima e carnefice del sindaco marziano.
Che volevano farlo fuori, Marino lo sapeva. Lo sapevamo tutti. Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, il viaggio a Philadelphia. “Se non fossero arrivati questi scontrini – dice il sindaco dimissionario in un’intervista alla Stampa – prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca”.
Fortunatamente per lui, a quel punto non si è arrivati. A chi lo voleva morto sono bastati pochi spicci per farlo fuori.
Una buccia di banana (su cui a ben vedere ogni sindaco d’Italia potrebbe scivolare) che certo doveva e poteva evitare; ‘na pagliuzza fastidiosa nell’occhio dei romani…giust’ all’uopo per mimetizzare la trave che attraversa la Capitale: una commistione tra privato, pubblico e criminalità organizzata utile per tutte le stagioni (politiche).
Utile a chi nel sistema ci stava dentro…e ci sguazzava. Continue reading

Mafia Capitale, le parole di Saviano sotto “Gazebo”

gazebo2Pagine e pagine su Mafia Capitale riempiono i giornali. Grazie al “metodo Pignatone” emerge il sistema della “Roma di Mezzo”, quella che conta, che muove soldi, appalti, correnti e pacchetti di voti. La Capitale mangiata dalla mafia, non più riconducibile alle cosche calabresi o alla camorra campana. Perché, spiega Saviano nell’intervista a Diego Bianchi, “non esistono più le colonie, come fino agli anni 2000. Adesso i territori esprimono una loro mafia”. Continue reading

Il garantismo “ipocrita, peloso” e pure occasionale

waxSiamo garantisti. E ci mancherebbe. Garantisti fino alla condanna (definitiva, s’intende). Perché così recita l’articolo 27 della Costituzione. Lo ha ricordato il premier Renzi, a cui proprio non sono andate giù le parole di Rodotà che ha marcato come “garantismo da prima repubblica” la decisione del Governo di fare quadrato attorno ai sottosegretari indagati.
Tutti innocenti fino a sentenza. Non fa una piega. Se non fosse che gli indagati o anche semplicemente chi si ritrova, a torto o a ragione, nella spirale di Mafia Capitale, ricoprono posizioni apicali all’interno della P.A., ne gestiscono le risorse e ne indirizzano la politica; se non fosse che proprio a loro, nell’esercizio delle funzioni pubbliche, la Costituzione stessa (art. 54) richiede “disciplina ed onore”.
È qui che entra in gioco la “questione morale”. Continue reading

Mafia. Il nero che tinge lo stivale d’Europa

SpiegelSpaghetti, mafia e mandolino. Chi è abituato ad andare fuori, l’avrà sentita più di una volta questa (raccapricciante) definizione dell’Italia. Offesa, ho sempre risposto che “noi italiani siamo altro”, sciorinando una lunga lista fatta di eccellenze, storia, cultura, di ospitalità…
Ma se da dentro, il giudizio che abbiamo dell’Italia è mitigato da quanto di positivo ha da offrire, da fuori lo Stivale appare per quello che è: il primo paese corrotto d’Europa, insieme a Grecia, Bulgaria e Romania. Continue reading