“Ricchi di diritti ma scarsi di garanzie sociali”. Ecco come la destra si fa largo

Il sazio non capirà mai il digiuno” sintetizza così Pietrangelo Buttafuoco che, nel corso di una bella puntata di Otto e mezzo su La7, ha analizzato in poche parole il tipo di destra interpretata da Casa Pound. Un fascismo sociale.
Il terreno dello scontro è tra diritti sociali e diritti umani. Perché quando si ha fame non si pensa ai diritti degli omosessuali o degli immigrati.
E’ una guerra tra deboli. Tra chi vuole vedersi riconoscere l’applicazione del diritto di cittadinanza (un lavoro, una casa, una pensione, più welfare) e chi cerca di affermarsi nei sui diritti sociali e umani. Continue reading

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L’elettore (di centrosinistra) è nudo

Ci è stato tolto tutto. La passione, i colori, gli ideali, la partecipazione, la fiducia, il rispetto per l’istituzione.
Si è spenta la stella cometa che guidava il partito-comunità, che indicava la strada da percorrere insieme, illuminata dalla luce di valori quanto meno chiari, riconoscibili e condivisi, identitari.
Con i giovani disillusi, sedati anche nella sete di un cambiamento che mai arriva, l’elettore di centro sinistra è nudo. Indifeso, spaesato, svilito e arrabbiato dinnanzi ad una politica incapace di ascoltare, di programmare a lungo termine, di avere visione. Continue reading

Bankitalia, stretta tra propaganda, imbarazzi e conflitti di interesse

Tra propaganda elettorale, questione di stile e conflitto di interesse, la vicenda Bankitalia lascerà il segno.
Dopo quanto successo, con miliardi di soldi pubblici spesi per coprire la mala gestio delle banche, nessuno si sarebbe sognato di ergersi a difesa di Visco o dell’operato del sistema bancario che ha dato prova di tutta la sua debolezza e dell’incapacità dei suoi manager.
Contro Visco si potevano scegliere 3 strade: (a) lasciare piena autonomia al Presidente del Consiglio dei Ministri, al CdM e al Capo dello Stato (che però non avrebbe garantito la rimozione di Visco, viste le voci d’intesa tra Gentiloni e Mattarella sul suo nome); (b) esercitare pressioni politiche nelle segrete stanze, senza destare tanto clamore; (c) forzare la mano (e le procedure) per rivendicare il cambiamento alla guida della banca centrale. Continue reading

Lo scherzo del marziano

marino2Ce l’hanno fatta. Marino si dimette. Domani formalizzerà.
Vince il fuoco amico, vittima e carnefice del sindaco marziano.
Che volevano farlo fuori, Marino lo sapeva. Lo sapevamo tutti. Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, il viaggio a Philadelphia. “Se non fossero arrivati questi scontrini – dice il sindaco dimissionario in un’intervista alla Stampa – prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca”.
Fortunatamente per lui, a quel punto non si è arrivati. A chi lo voleva morto sono bastati pochi spicci per farlo fuori.
Una buccia di banana (su cui a ben vedere ogni sindaco d’Italia potrebbe scivolare) che certo doveva e poteva evitare; ‘na pagliuzza fastidiosa nell’occhio dei romani…giust’ all’uopo per mimetizzare la trave che attraversa la Capitale: una commistione tra privato, pubblico e criminalità organizzata utile per tutte le stagioni (politiche).
Utile a chi nel sistema ci stava dentro…e ci sguazzava. Continue reading

Questione di #fiducia

Apro lo streaming della seduta della Camera dei Deputati. Uno ad uno scorrono i nomi dei deputati chiamati al primo voto di fiducia sull’Italicum.ClickHandler.ashx
Nell’arena, in pochi resteranno “in piedi”. Con effetto domino, cadranno uno dopo l’altro. In ginocchio davanti un Governo che entra a gamba tesa sull’autonomia parlamentare. Preganti per non andare a casa. Per una poltrona, per la promessa futura, un vitalizio ancora non maturato; per la di “ditta” o la responsabilità di “cambiare il paese”, non importa come. Continue reading