“Ricchi di diritti ma scarsi di garanzie sociali”. Ecco come la destra si fa largo

Il sazio non capirà mai il digiuno” sintetizza così Pietrangelo Buttafuoco che, nel corso di una bella puntata di Otto e mezzo su La7, ha analizzato in poche parole il tipo di destra interpretata da Casa Pound. Un fascismo sociale.
Il terreno dello scontro è tra diritti sociali e diritti umani. Perché quando si ha fame non si pensa ai diritti degli omosessuali o degli immigrati.
E’ una guerra tra deboli. Tra chi vuole vedersi riconoscere l’applicazione del diritto di cittadinanza (un lavoro, una casa, una pensione, più welfare) e chi cerca di affermarsi nei sui diritti sociali e umani. Continue reading

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L’elettore (di centrosinistra) è nudo

Ci è stato tolto tutto. La passione, i colori, gli ideali, la partecipazione, la fiducia, il rispetto per l’istituzione.
Si è spenta la stella cometa che guidava il partito-comunità, che indicava la strada da percorrere insieme, illuminata dalla luce di valori quanto meno chiari, riconoscibili e condivisi, identitari.
Con i giovani disillusi, sedati anche nella sete di un cambiamento che mai arriva, l’elettore di centro sinistra è nudo. Indifeso, spaesato, svilito e arrabbiato dinnanzi ad una politica incapace di ascoltare, di programmare a lungo termine, di avere visione. Continue reading

Il mezzo, non il fine

potere-di-tutti-vs-potere-dEd ecco che a rimetterci sono gli obiettivi, i temi, gli ideali, i problemi da risolvere, i territori da tutelare.
Ecco che a vincere sono i giochi di forza, i compromessi, le strategie nate per fregare l’altro, ridimensionarlo, isolarlo. “Funziona così” direbbero i “cagnacci della politica”. Perché è così che sono abituati pensare. A farsi le scarpe.
La campagna referendaria di Possibile ne è dimostrazione. I quesiti referendari avrebbero dovuto fare da collante per la creazione di un nuovo soggetto. Continue reading

Mafia. Il nero che tinge lo stivale d’Europa

SpiegelSpaghetti, mafia e mandolino. Chi è abituato ad andare fuori, l’avrà sentita più di una volta questa (raccapricciante) definizione dell’Italia. Offesa, ho sempre risposto che “noi italiani siamo altro”, sciorinando una lunga lista fatta di eccellenze, storia, cultura, di ospitalità…
Ma se da dentro, il giudizio che abbiamo dell’Italia è mitigato da quanto di positivo ha da offrire, da fuori lo Stivale appare per quello che è: il primo paese corrotto d’Europa, insieme a Grecia, Bulgaria e Romania. Continue reading