Il mezzo, non il fine

potere-di-tutti-vs-potere-dEd ecco che a rimetterci sono gli obiettivi, i temi, gli ideali, i problemi da risolvere, i territori da tutelare.
Ecco che a vincere sono i giochi di forza, i compromessi, le strategie nate per fregare l’altro, ridimensionarlo, isolarlo. “Funziona così” direbbero i “cagnacci della politica”. Perché è così che sono abituati pensare. A farsi le scarpe.
La campagna referendaria di Possibile ne è dimostrazione. I quesiti referendari avrebbero dovuto fare da collante per la creazione di un nuovo soggetto. Continue reading

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Ultimi giorni per i #referendumpossibili

ClickHandler.ashxUltimi giorni, oggi e domani, per firmare i referendum di Possibile.
Io dico sì. E ne dico otto. Si alla scelta diretta di chi mi rappresenta in Parlamento e alla valorizzazione delle rappresentanze; si a tutelare le nostre coste più belle e il nostro turismo dalle trivelle (non ci serve una lacrima di petrolio ma una politica che punti sulle energie alternative guardando al futuro); si alla lotta contro la speculazione, il consumo di suolo e la corruzione che si cela dietro le grandi opere (Mose, Tav, Tap…); sì alla tutela del lavoratore contro il demansionamento e il licenziamento; si ad una riforma della scuola che guardi alla tutela dell’apprendimento e che non trasformi il preside in una sorta di manager con potere di chiamata diretta degli insegnanti, cosa che potrebbe indurre ad “antipatiche” forme clientelari nel luogo pubblico per eccellenza, la scuola.
Dico sì alla campagna referendaria di Possibile perché credo nella bontà dei temi presentati. Perché credo che le storture della riforma elettorale, del Jobs act, dello Sblocca Italia o della Buona Scuola debbano e possano essere corrette. Continue reading